Amirah Suboh, nasce a Cagliari nel 1995. Figlia di madre sarda e padre palestinese, ha conseguito il diploma di scuola superiore presso il liceo classico Giovanni Siotto Pintor.
Successivamente si accosta al percorso artistico iscrivendosi all’indirizzo di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Conseguirà, invece, il diploma biennale in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” a Sassari.

L'opera
Il tuo corpo frugato sempre come la tua mente, io (non) sono una macchina! Manifesti pop per una liberazione.
Mi interessa indagare il mondo dei sogni e degli incubi, i tratti di vita quotidiana e gli eventi liminali, sulla soglia della strada, dai contorni clochardiani e sfocati: come chi, allucinato da sostanze psicotrope, si trova sospeso tra una soglia di lucidità e una di follia.
In alcuni lavori è presente e indagata più a fondo la figura della donna, ripresa dalle immagini delle riviste pornografiche e rivisitata, ridonata di dignità e di spessore soggettivo: da oggetto di sguardo passivo si riveste dei poteri propri di una menade e guida la sua rivalsa bidimensionale. In altri il richiamo è rivolto alla famiglia, alla sfera degli affetti e dei ricordi. Il tempo non esiste — così scriveva Schopenhauer, o forse David Lynch.
La famiglia e la Palestina, di cui porto le origini da mio padre, sono temi imprescindibili: ribollono in me di fronte a tutto ciò che crea e alimenta disuguaglianza, guerra e miseria. E ancora rincorro un anelito perenne di speranza, gioia e rivoluzione contro i grandi mali del mondo.

